Elisa Marioni

Elisa MarioniNata a Perugia il 15 settembre 1990
Laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali  all’Università di Perugia

Sono nata 24 anni fa a Perugia, città in cui sono rimasta a studiare dopo il liceo, pentendomene  spesso a dire il vero, ma che in un modo o nell’altro mi è servita a capire cosa volevo fare da grande. Mi sono iscritta a Scienze Politiche con l’idea, a quei tempi ancora un po’vaga, di poter diventare un domani giornalista. In realtà qualcosa era nell’aria fin da quando ero bambina: ricordo che avrei voluto scrivere un libro, tanto che passavo ore e ore a riempire quaderni di lunghe storie inventate, per poi passare ai giornalini scolastici.

Ci ho messo un po’di anni, ma ad un certo punto ho capito che era il momento di muovere i primi passi concreti  su quella che sentivo essere la mia strada ed ho iniziato a fare pratica nella redazione di un’emittente locale.  Di quel posto mi è subito piaciuto tutto, dall’odore dei giornali ai vecchi microfoni delle sale di registrazione, e nel giro di poco tempo mi sono innamorata di questo mestiere, in particolare del mondo della televisione. La notizia dell’ammissione a questa scuola, del tutto inaspettata, è stata una vera gioia e finalmente mi sembra tangibile l’idea di poter vivere, prima o poi, di quello che mi piace fare.

Prima di questo momento, anche se non credo di avere particolari esperienze degne di nota da raccontare, penso di aver imparato qualcosa. Un breve periodo di lavoro a Londra mi ha aperto gli occhi su come all’estero tutto funzioni meglio, ma mi ha fatto anche capire che mi piacerebbe costruirmi un futuro nel mio Paese perché solo noi giovani possiamo ancora far qualcosa per cambiarlo. Tanti anni di pianoforte mi hanno insegnato l’importanza dell’impegno e dell’esercizio per ottenere risultati. Da mio padre ho ereditato una grande passione per i viaggi e soprattutto la curiosità, che credo nutra l’animo e sia la chiave di questo mestiere.

Amo osservare attentamente ciò che mi circonda, ascoltare tutti coloro che hanno qualcosa da dire e raccontare storie, anche quelle di chi voce non ce l’ha: per me il giornalismo è questo. Spero di poterne fare il mio lavoro e ce la metterò tutta per imparare a farlo nel migliore dei modi.