Giacomo Prioreschi

PrioreschiNato a Roma il 14/02/1989
Bachelor of Honour in Journalism Falmouth University

Vi chiederete se il mio sogno è da sempre stato quello di fare il giornalista, beh non direi. Da piccolo le ho provate tutte: guardando Piero Angela decisi che sarei stato un ottimo archeologo, giocando con le “macchinine” accarezzai l’idea di fare l’ingegnere, bastò una ricerca sull’orso marsicano per proiettarmi nel mondo della zoologia, per non parlare poi di impieghi improbabili come quello di uomo ragno o biker mice.

Non posso però scordare quel libro che mia madre comprò tornando da lavoro. Sulla copertina dai contorni gialli risaltavano due figure grottesche: un uomo dalla lunga barba che mescolava una strana pozione ed una donna bruttissima anche lei con qualche pelo di troppo, entrambi dalle folte ciglia. Ecco a voi “Gli sporcelli” opera dell’autore anglo-norvegese Roald Dahl illustrato dal grande Quentin Blake e che consiglio a grandi e piccini. Fu amore a prima vista per quel modo di raccontare storie semplici bilanciando l’entusiasmo di uno spirito creativo con il disincanto per una realtà che non ci risparmia mai dai soliti “cattivi”.

Si può dire che nasce da questo libro la mia passione per la scrittura, di solito creativa, a volte comica, in altri casi (anche se rari) più seria. Così iniziò quello che potrei definire il più longevo dei miei impieghi immaginari, fra una poesia, un racconto di fantasia e qualche tema, trattando argomenti a me cari come l’ecologia e le differenti culture. La consacrazione arrivò di lì a poco, quando la maestra decise di appendere il mio articolo sul tennis locale, scritto per il giornalino di quinta elementare, nel corridoio della scuola. Ricordo che pensai: ”potrei fare il giornalista!”.

Poi è successo che sono cresciuto e, credetemi, non è stato facile accettarlo. Dopo il liceo ho preso una decisione drastica: andare a studiare all’estero. Un po’ perché dirlo fa figo, ma anche perché in Inghilterra esistono corsi in giornalismo incentrati sulla pratica, che ti permettono di entrare da subito nel vivo dell’azione. Tra le verdi colline della Cornovaglia ho passato tre anni della mia vita, fra reportage sulle inondazioni causate dall’incessante “drizzle” (quella pioggia finissima che ti si infiltra fin dentro le ossa) e i più canonici articoli per il web magazine dell’Università. Conseguito il Bachelor decido di tornare in Italia, non ne potevo davvero più di tutto quel grigiore. Ci metto un anno a capire che forse per fare il giornalista in Italia dovrei tentare il test di ammissione in una buona scuola di giornalismo. Nel mentre continuo a scrivere per il web, trasformo un mio racconto in sceneggiatura per un cortometraggio che qui vi linko – da qui se ne vanno tutti – e faccio uno stage in un ufficio stampa.

Durante l’estate ecco l’illuminazione: proviamo la SGRTV di Perugia. Come potete vedere è andata bene, ora sta a me provare a fare delle fantasie di cui vi ho parlato un lavoro concreto.