Michela Mancini

michela_manciniNata a Catanzaro il 7 Maggio 1988
Laurea in Lettere e Filosofia presso l’università La Sapienza

Sono nata in Calabria venticinque anni fa, in una città che affaccia sul mare. È stato lì che mi sono innamorata delle storie. Da bambina non sapevo che cosa volessi fare da grande, ma sapevo che mi piacevano le parole, le persone, le loro vite. Ho imparato l’alfabeto intorno ai 4 anni, giocare con le lettere era il gioco più bello per me.

Quando ho cominciato le scuole ho scoperto due cose: i romanzi e il fatto che le persone sono diverse fra loro. Ho cominciato a scrivere già dalle elementari imitando i romanzi e cercando di capire quella diversità.

Sono andata via dalla Calabria a diciotto anni appena fatti, subito dopo aver preso la maturità classica. Ho studiato Lettere alla Sapienza. Roma ha sfamato la mia sete di storie e di vita. Sono entrata in una redazione per la prima volta nel 2010. Quando mi sono seduta davanti al computer ho capito che non mi sarei più alzata.

Mi piaceva l’odore della carta ammucchiata sopra la scrivania, il rumore dei tasti e tutte quelle cose che “sanno” di giornalismo. Ho lavorato per un quotidiano per 8 mesi. Per quella testata sono andata a seguire un festival a Lamezia Terme: Trame, un festival sui libri di mafia. Durante quei giorni ho smesso di sentirmi un’estranea a casa mia e ho capito quale era il tema di cui volevo occuparmi.

Scrivere di mafia non è solo un atto di responsabilità, ma anche un modo per capire da dove vengo e dove voglio andare. Ho scritto per i Siciliani, mensile antimafia una volta diretto da Pippo Fava. Ho collaborato con Libera Informazione. Ho raccontato soprattutto storie di donne, fuori e dentro la ‘ndrangheta. Storie che poi sono diventate un’inchiesta :“Cose d famiglia, figli ostaggio della ‘ndrangheta”. Vorrei continuare a fare inchiesta. Vorrei che il giornalismo servisse a qualcuno.

> I miei servizi audio e video, i miei articoli per il periodico e per il webmagazione