Open Day Scuola di Giornalismo di Perugia: incontro con i professionisti dell’informazione 

Un professionista “ibrido”, che integri competenze editoriali, tecnologiche e comunicative, in grado di presidiare il nuovo ecosistema informativo digitale, in cui tre sono gli elementi strutturali: velocità, accessibilità, competizione. È l’identikit del giornalista, tracciato da Flavio Mucciante, presidente della Scuola di Giornalismo di Perugia. Occasione: l’Open Day, all’UNIPG, l’ateneo del capoluogo umbro, per la pubblicazione del Bando di selezione del XVIII Biennio per 24 aspiranti giornalisti professionisti, che resterà aperto fino al 20 luglio.

Ad aprire i lavori il Magnifico Rettore Prof. Massimiliano Marianelli, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione strategica tra Ateneo e Scuola. Numerosi gli inviati e conduttori della Rai, tra i quali Marco Bariletti e Alessio Zucchini del Tg1, Francesca Romana Elisei del Tg2, Simona Rolandi, conduttrice della Domenica Sportiva, Giorgio Zanchini di Radio1 Rai, Chiara Longo Bifano, Segretaria Generale del Prix Italia, tutti concordi nell’individuare nella Scuola di giornalismo uno dei momenti più importanti della loro vita.

Bariletti ed Elisei hanno puntato l’attenzione sul bisogno di essere testimoni dei fatti, di come sia compito dell’inviato fornire quanti più elementi possibile per costruire un racconto credibile. “Attenzione a non diventare surfisti della notizia- ha detto Elisei, parlando agli studenti. “L’autorevolezza – ha affermato Alessio Zucchini- è qualcosa che si costruisce ogni giorno con rigore ed equidistanza”, mentre Chiara Longo Bifano ha posto l’accento sulle nuove opportunità di lavorare nella comunicazione: “ il contenuto deve essere sempre al centro ma va declinato, grazie anche alla tecnologia, a seconda del target di riferimento e della piattaforma di distribuzione”. L’inviato di guerra, il corrispondente, il conduttore di tg e gr restano tra le maggiori aspirazioni di chi si avvicina a questo mestiere.  Ma oggi – ha sottolineato Mucciante– “social network, piattaforme video, podcast, sistemi di distribuzione digitale hanno ridefinito linguaggi e formati, allargando , a dismisura  il raggio d’azione e le possibilità di lavorare in modo professionale nella comunicazione”. Per la prima volta la BBC avrà dal 18 maggio un direttore generale, Matt Brittin, che non arriva direttamente dal giornalismo ma da Google, dove ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo delle attività sull’intelligenza artificiale generativa. “Non un fatto episodico- afferma il presidente della Scuola-ma il segno di una trasformazione strutturale del sistema dei media, dove si assiste ad una ibridazione  tra industria editoriale e industria tecnologica”. Un processo irreversibile – gli ha fatto eco Giorgio Zanchini- che “non sminuisce il ruolo del giornalista, ma lo arricchisce di strumenti, linguaggi e capacità operative all’interno di un sistema industriale più complesso”.

Un giornalista  “non deve più soltanto saper scrivere – ha aggiunto Zanchini-ma integrare il suo racconto con audio, video, grafica,  dati. Deve fare i conti con formati  sempre più brevi e immediati e con la visibilità delle notizie sempre più influenzata da logiche algoritmiche, che rischiano di creare per gli utenti pericolose ‘bolle informative’”. Perché iscriversi dunque alla Scuola di Perugia? Per l’unicità della sua esperienza e la qualità dei docenti- ha detto il direttore Carlo Fontana. Ma una risposta più emozionale è arrivata da Simona Rolandi: “ la Scuola ha realizzato il mio sogno di poter raccontare lo sport. Qui ho studiato tutto, dalla dizione alla prossemica- ha concluso la conduttrice della “Domenica sportiva” Ricordo ancora maestri come Rino Icardi, che da una sola immagine ci insegnavano ad improvvisare e a costruire una radiocronaca”.

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