Valentina Mira

valentina_miraNata a Roma il 25 aprile 1991.
Laureata in Giurisprudenza all’Università degli Studi Roma Tre.

“Le radici profonde non gelano”, scriveva Tolkien. E’ vero. E’ altrettanto vero però che, proprio poiché arrivano così in fondo, non sono facili da rintracciare, tantomeno da riassumere in poche righe. Provarci vuol dire dare una risposta a una domanda fondamentale: perché voglio fare la giornalista? Ovvero, cosa ci faccio qui?

Procediamo per gradi. Reperto numero uno: ho sei anni e una passione precoce per la lettura. Somiglio un po’ alla Matilde di Roald Dahl, buffo embrione al femminile del sognatore di Dostoevskij. L’amore per la parola scritta parte da qui, da quei pomeriggi passati a divorare libri e cioccolata.

Reperto numero due: ho dodici anni. Prendo il coraggio a due mani e scrivo al mio autore preferito. Gli chiedo come si diventi giornalista, ed è lui a rivelarmi che la strada è lunga e laboriosa. Decido che mi sta bene. In quel momento so di essere pronta ad intraprendere questa via, qualunque cosa ciò significhi.

Reperto numero tre: passa qualche anno, più di dieci. Mi ritrovo a Giurisprudenza che è sì interessante, ma il lato creativo a cui mi aveva abituata il liceo classico inizia presto a mancarmi. E’ così che durante gli studi approdo in una piccola casa editrice. Parto dal gradino più basso, ma con umiltà e passione riesco presto ad entrare in una vera redazione. Scrivo molto, imparo molto, mi danno da fare perfino delle interviste che vanno in onda su Sky.

Quindi, perché sono qui? Sono qui perché nonostante io sia il tipo di persona che mette criticamente in dubbio tutto, da quando ho sei anni alla domanda “Cosa vuoi fare da grande?” ho sempre risposto allo stesso modo: giornalista, scrittrice e giramondo.