Corsi di formazione per i giornalisti

Alla luce delle recenti modifiche al regolamento sulla formazione professionale continua introdotte dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti che avranno validità dal giugno 2026, il nostro Centro aggiorna e rilancia la propria offerta formativa, con l’obiettivo di rispondere in modo puntuale alle nuove modalità previste e- come ha sempre fatto- accompagnare i professionisti dell’informazione dentro le trasformazioni più profonde del settore.

Nei prossimi mesi saranno organizzati eventi formativi sia in presenza sia in streaming, secondo quanto previsto dal nuovo regolamento, pensati per offrire occasioni di aggiornamento  accessibili e di alta qualità. I protagonisti del percorso saranno i temi che oggi stanno ridefinendo il giornalismo: l’intelligenza artificiale e il suo impatto sui processi editoriali, i nuovi formati digitali, le evoluzioni del linguaggio, le narrazioni ibride e le modalità con cui cambia il rapporto tra informazione e pubblico. Ma non solo. 

L’obiettivo è costruire momenti di formazione che non siano soltanto un adempimento, ma spazi di confronto e crescita, capaci di tenere insieme competenze tecniche, visione e consapevolezza del ruolo del giornalista.

E la piattaforma che tantissimi di voi hanno frequentato in questi anni? Resta comunque attiva il nostro spazio e-learning, che continua a mettere a disposizione contenuti di approfondimento aggiornati, flessibili e fruibili in qualsiasi momento. I corsi disponibili rappresentano un patrimonio ancora valido e utile per l’aggiornamento individuale, anche se, alla luce del nuovo quadro normativo, non consentono l’acquisizione di crediti formativi.

In un contesto in cui il mestiere cambia velocemente – tra innovazione tecnologica, nuove abitudini di consumo delle notizie e crescente complessità delle fonti – la formazione continua non è più solo un obbligo, ma una leva strategica per restare autorevoli, credibili e competitivi.

Il Centro continuerà a essere un punto di riferimento in questo percorso, offrendo strumenti, contenuti e occasioni di confronto per interpretare il presente e costruire il futuro del giornalismo.

Ecco i nostri corsi on line

Geopolitica delle religioni, notizie di Dio

La figura del vaticanista può essere paragonata a quella degli altri professionisti altamente specializzati, come il giornalista parlamentare: non si può fare informazione parlamentare se non si conosce il “gioco della politica” ma anche la storia (almeno quella unitaria, postunitaria e repubblicana), il diritto costituzionale e i regolamenti delle Camere. Così il vaticanista, un esperto chiamato a muoversi tra l’impalpabile della spiritualità e della fede, avendo però conoscenza del diritto canonico, della storia della Chiesa, delle sue liturgie, della sua dottrina. Questo corso, “Geopolitica delle religioni, notizie di Dio”, non ha tuttavia l’obiettivo di formare nuovi specialisti della cronaca vaticana. Piuttosto, intende offrire ai partecipanti gli strumenti per comprendere perché quell’ambito specialistico, ovvero l’informazione relativa alle religioni, è ormai “consustanziale” al dibattito pubblico globale. In un contesto internazionale segnato da tensioni che degenerano, conflitti culturali e spinte identitarie, tutte le religioni – in particolare le tre religioni monoteiste: Cristianesimo, Islam e Ebraismo – sono (a volte anche drammaticamente) al centro delle dialettiche geopolitiche e dell’attenzione dei media. Capire il linguaggio, le scelte delle istituzioni religiose è diventato essenziale per chi vuole raccontare con lucidità il mondo contemporaneo. 
“Geopolitica delle religioni, notizie di Dio”, curato da Germano Dottori, professore universitario e analista, si propone come un corso di analisi e confronto per giornalisti e operatori dell’informazione, con un approccio trasversale che intreccia cronaca religiosa, politica internazionale e comunicazione istituzionale. Un percorso per leggere ciò che accade dentro le diverse religioni e attorno a esse, ma soprattutto per interpretare ciò che accade nel mondo.

Scrissi d’arte. Il giornalismo culturale

 

Un percorso di sei video lezioni con quiz di verifica da seguire comodamente in autonomia nella nostra piattaforma dedicato al giornalismo culturale e curato da uno dei più importanti divulgatori in tv e in radio in questo ambito: Costantino D’Orazio.Dal cinema alla letteratura, dal teatro alla pittura, dall’arte “classica” ai fumetti, D’Orazio spiega come si racconta la cultura nei quotidiani, in radio, in tv e nel web. La “terza pagina” che diventa podcast. La “stroncatura” di ieri e i tanto odiati “spoiler” di oggi. La differenza tra “cronaca” culturale e critica, senza mai dimenticare il vero obiettivo del giornalista: il lettore. Chi si dedica al giornalismo culturale assume dunque il ruolo fondamentale di informare, di stimolare le curiosità culturali del lettore e di fornire gli strumenti per comprendere l’opera che sta guardando. Ma il nostro presente, caratterizzato da una molteplicità di stimoli, messaggi e narrazioni in continua competizione tra loro rende questo ruolo ancor più complesso.

L’inviato di guerra

Forse l’esperienza più intensa e più al limite della professione giornalistica. La guerra in Ucraina, o meglio: la drammatica invasione russa in Ucraina e il tragico riesplodere del conflitto tra Hamas e Israele dopo gli attentati del 7 ottobre 2023. Una la domanda che ha messo i media mondiali davanti a una nuova sfida: come si racconta uno scenario bellico “contemporaneo” che somiglia tanto alle guerre del Novecento, quelle di posizione, ma con un di più: l’ininterrotta e potente azione dei manipolatori e dei propagandisti, simultaneamente alle operazioni belliche, come mai prima, sui media tradizionali e sui social, con il rischio di far perdere il senso reale della contrapposizione. Risponde a questa domanda Fausto Biloslavo, reporter di guerra con un’esperienza più che trentennale nelle aree di crisi (dall’Iraq all’Afghanistan, passando per la Ex- Jugoslavia, la Cecenia, la Libia, l’Ucraina e il Medio Oriente). Non è un corso con il docente seduto in cattedra. Biloslavo, che in tanti casi dipana il suo racconto anche durante la sua permanenza al fronte, documenta il dramma sotto gli occhi del cronista, si sofferma sulle tecniche per scrivere, filmare ed editare il migliore reportage possibile nelle condizioni più estreme, illustra l’equipaggiamento ideale per l’inviato di guerra, fornisce informazioni sulla sicurezza personale in uno scenario bellico, approfondisce l’uso delle nuove fonti (social e canali Telegram) e, infine, mette in guardia i giornalisti stessi dai rischi della disinformazione. Virus che può inocularsi anche in chi racconta ciò che accade nelle “prime linee”.

Lo scrittore e il giornalista

Una delle grandi novità del Centro. Le sei video-lezioni sono curate dal celebre autore di noir e di “gialli”, documentarista e autore tv, Carlo Lucarelli. La sua penna e il suo modo di raccontare sono diventati un “cult” per chi ama la prosa, il crime, l’investigazione e la cronaca. Lucarelli annoda insieme due fili di colore simile, ma di grammatura diversa: lo scrittore e il giornalista. Che cosa accomuna queste due professioni? Quando c’è di letterario nella cronaca nera e quanto c’è di oggettivo e “cronachistico” in una novel-crime? Quando queste due figure si avvicinano e come si influenzano? Lo scopriremo in queste lezioni ricche di atmosfere noir, “fattacci di cronaca”, ma anche grandi pagine di letteratura internazionale coinvolgenti e piene di suspence. Lucarelli svela i segreti del mestiere e dell’inchiesta per portare il pubblico a porsi un’unica domanda: chi sarà mai il colpevole?

Mitico, lo sport

Le imprese sportive che diventano fotogrammi di storia, atleti che si trasformano in miti ed eroi contemporanei. Tutto questo non solo grazie alla potenza del gesto atletico, ma anche grazie al giornalista che racconta la vittoria, il successo, l’impresa o la sconfitta. Questo il “dna” del corso “Mitico, lo sport“, firmato da Massimo De Luca, giornalista di lungo corso e di grande esperienza, nel quale vengono analizza i diversi “storytelling” che animano il racconto sportivo e le tecniche da utilizzare  in base al medium scelto. Inoltre, il percorso di aggiornamento risponde alle seguenti domande: come è cambiata la narrazione sportiva e in particolar modo nei giornali, in radio e in tv? Quali gli errori e i “vizi” che andrebbero eliminati nella cronaca sportiva?

Disinformation

Disinformation” è a cura di Benedetto Ponti, docente all’Università di Perugia ed esperto di nuovi media. Che fine ha fatto la verità? Che ruolo gioca la propaganda e la costruzione di notizie manipolate ad arte? E i social-media in questo scenario come si comportano? Quale forze incontrollate, non verificabili, propagandistiche, si muovono nell’opinione pubblica nei casi globali più controversi? L’obiettivo delle sei video-lezioni è comprendere le dinamiche di questo “grande gioco”, spesso invisibile, che investe direttamente il giornalismo, le istituzioni (nazionali e internazionali) e l’opinione pubblica, ancor più nei drammatici tempi di guerra o di pandemia.

Professione Fotoreporter

Le tragiche immagini della guerra in Ucraina ci riconsegnano il difficilissimo mestiere del giornalista sotto le bombe, accanto alla tragedia delle vittime civili e purtroppo, spesso, all’estremo prezzo della propria vita. E’ quanto mai attuale il nostro corso “Professione Fotoreporter” di Pier Paolo Cito, fotogiornalista di lungo corso, inviato in Italia e all’estero, collaboratore delle principali testate internazionali e impegnato da decenni anche nei teatri di guerra. Cito spiega, prendendo spunto dalle tragedie delle guerre in ex-Jugoslavia e in Afghanistan, quali regole e quali prudenze seguire per documentare il vivo e il cruciale di quanto appare sotto gli occhi del giornalista, senza mai disperdere il senso di umanità. Nelle video-lezioni non c’è solo spazio per il fotoreportage e per i comportamenti da tenere in scenari ad alto rischio, ma vengono anche svelati tutti i segreti della fotografia: dalla reflex allo smartphone.

Lo sguardo del regista

“Lo sguardo del regista” è curato dal regista Rai Luca Romani. Questi i temi: le tecniche di ripresa, la grammatica e la sintassi del racconto per immagini, i segreti della luce, la formazione dello stile, insomma lo sguardo del professionista (e, in tanti casi, dell’artista) sul mondo che dobbiamo raccontare. E ancora: il montaggio, insieme con il girato delle immagini l’altra vera fucina del linguaggio e dello stile. A seguire un utile sguardo sulla produzione tv, dal videomaker che lavora in autonomia, ai grandi allestimenti televisivi, fino a una riflessione sui nuovi mezzi di ripresa.

L’antropologo e il giornalista

“L’antropologo e il giornalista” a cura di Daniele Parbuono, antropologo e docente all’Università di Perugia. Il percorso formativo risponde a queste domande: come operano “sul campo” queste due figure vocate all’indagine, e come adempiono al loro primo compito, quello della “ricerca”? Quali sono i punti di contatto e le differenze?

Lo storico e il giornalista

“Lo storico e il giornalista” firmato dallo storico Dario Biocca, fissa le analogie e le differenze fra due professioni che devono districarsi fra fonti e documenti, entrambe alle prese con i “fatti”, accertati o da accertare. Cambia, però, la prospettiva: il giornalista lavora sul presente e su fenomeni colti nel loro farsi, lavora sul “qui e ora”, racconta quel che vede, con il rischio del misurarsi con eventi in divenire, mentre lo storico può avvalersi di strumenti critici, selettivi e interpretativi indisponibili per il cronista, che deve però far di tutto per verificare le sue fonti. Per lo storico, i conflitti si sono placati, c’è lo sguardo dell’insieme, ed esso si sforza non di giudicare, non di emettere sentenze, bensì di restituire il contesto, quando ogni polvere si è posata. Il giornalista, invece, di quella polvere deve “sporcarsi”, cercando di diradarla con la sua tecnica e con la sua coscienza.


Si può chiedere ogni informazione scrivendo anche al nostro indirizzo mail segreteria@centrogiornalismo.it o telefonando, dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 17:30, allo 075-5911211. 


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